Il 9 settembre, nel primo pomeriggio, una cella temporalesca ha attraversato la costa apuo‑versiliese. Ha lasciato chicchi di grandine da cinque centimetri fra Forte dei Marmi e il Cinquale, alberi abbattuti e stabilimenti balneari distrutti a Viareggio, e una raffica massima misurata a 123 km/h sul lungomare. È la prima volta, da quando ho acceso Nowcast, che un evento italiano importante è stato raccontato ora per ora da cronache pubbliche. Cioè la prima volta che posso controllare.
Fino a ieri il mio registro contava oltre cinquecento avvisi in undici giorni e sette verifiche. Sette. Il motore chiede a chi riceve una notifica è arrivata?, e quasi nessuno risponde — il che è comprensibile, ma significa che il registro da solo non dimostra niente. Il silenzio di chi non risponde non è un no; è solo silenzio, e trattarlo come un no era il difetto più grosso che avevo in casa.
Che cosa è successo, con gli orari veri
| Ora | Fatto |
|---|---|
| 13:14 | Cella temporalesca e tromba d'aria, video dalla costa |
| 13:18 | Pino crollato in via Sant'Andrea, Viareggio |
| 13:27 | Zeri 80 mm; Carrara 43 mm in un'ora |
| 13:30 | Grandine a Forte dei Marmi, Vittoria Apuana e Cinquale — «palle da tennis» |
| 14:13 | Raffica massima 123 km/h sul lungomare di Viareggio |
| ~16:00 | Nubifragio e allagamenti lampo a San Giovanni Valdarno |
Orari dal live blog de La Nazione del 9 settembre, che pubblicava minuto per minuto. Le fonti complete sono in fondo alla pagina.
Il tabellone
Nowcast non avvisa una provincia: avvisa i comuni che stanno dentro il corridoio calcolato per una singola cella. Quindi il confronto giusto è comune per comune, e si fa in un modo solo: qual è l'ultimo avviso che nomina quel comune prima che succeda.
| Comune | Evento | Ultimo avviso prima | Margine, al più |
|---|---|---|---|
| Forte dei Marmi | grandine 13:30 | 12:00 | ≤ 90 min |
| Pietrasanta (V. Apuana) | grandine 13:30 | 12:00 | ≤ 90 min |
| Montignoso (Cinquale) | grandine 13:30 | 12:00 | ≤ 90 min |
| Viareggio | raffica 123 km/h, 14:13 | — | nessun avviso |
«Al più» non è una modestia: è quello che i dati permettono di dire. Le 13:30 sono l'ora in cui il live blog ha pubblicato la grandinata, e una cronaca in diretta scrive sempre dopo il fatto. Quindi la grandine è caduta alle 13:30 o prima, e il margine è quel numero o meno. Un orario al minuto ce l'avrebbe solo una foto con i suoi dati di scatto, o un pluviometro; io non ce l'ho, e scrivere «90 minuti» come se lo avessi misurato sarebbe esattamente il tipo di numero che questo articolo serve a non produrre.
Con questa cautela: tre comuni su quattro sono stati nominati, per nome, più di un'ora prima. L'avviso delle 12:00 elencava Seravezza, Stazzema, Pietrasanta, Montignoso, Forte dei Marmi e Massa: sei comuni, e la grandine è caduta in tre di quelli. Il quarto — Viareggio — non compare in nessun avviso di quella giornata.
Un'ora e mezza di anticipo non è una buona notizia
Qui viene la parte che mi interessa di più, ed è quella che un comunicato stampa taglierebbe.
Il corridoio calcolato per quella cella dava l'arrivo su Forte dei Marmi entro dodici minuti, cioè verso le 12:12. La grandine è caduta più di un'ora dopo quel momento. Quindi il motore ha azzeccato il dove e ha sbagliato il quando, di parecchio. Un'ora e mezza di preavviso non è una prestazione: è un errore di tempo che per fortuna è caduto dalla parte giusta.
C'è anche una seconda lettura, e dai soli dati del registro non riesco a separarla dalla prima: che l'avviso delle 12:00 riguardasse una cella diversa, passata senza grandinare, e che a grandinare alle 13:30 sia stata un'altra cella che non ha mai fatto scattare un avviso suo. Per distinguere le due cose servirebbero i fotogrammi radar fra mezzogiorno e l'una e mezza, e quelli non li conservo. Me li conserverò da adesso.
In entrambi i casi la conclusione pratica è la stessa: la frase che ho scritto sulle mie pagine — «il preavviso reale è di dieci o quindici minuti» — descrive il numero che il corridoio calcola, non il tempo che passa davvero fra la notifica e la grandine. Sono due cose diverse e finora le ho confuse.
Viareggio è il buco, e va detto per primo
A Viareggio non è caduta grandine: è caduto il vento. Un pino su un'auto in via Sant'Andrea, tetti scoperchiati, i cantieri navali danneggiati, e una raffica misurata a 123 km/h. La stampa locale lo ha chiamato con il suo nome: un downburst, cioè esattamente uno dei due fenomeni per cui Nowcast esiste.
Nowcast non ha emesso nessun avviso su Viareggio. E non è un caso isolato: in undici giorni il motore ha emesso ventiquattro avvisi di raffica, tutti tedeschi, nessuno italiano. Il segnale che li genera — la colonna d'acqua che collassa — viene calcolato anche sui dati italiani, compare nei log oltre cento volte, e non supera mai la soglia. Detto senza giri: sul vento, in Italia, il motore in questo momento è spento di fatto. Questa è la cosa da sistemare, e non si sistema a occhio: la soglia va ricavata confrontando i collassi misurati con le raffiche realmente registrate al suolo.
Aggiornamento, la sera del 12 settembre. Sono andato a cercare perché quel punteggio non scatta mai, e non era la soglia. L'indice che stima quanto l'atmosfera favorisce le raffiche discendenti è il prodotto di due grandezze anticorrelate — aria secca in quota ed energia disponibile — e l'energia alta nasce proprio dall'aria umida. Chiederle alte tutte e due produce un numero che sta in fondo alla scala quasi sempre: su 305 avvisi italiani, 301 lo avevano sotto 20 su 100. Era spento per costruzione, non per taratura. Da stasera il collasso osservato dal radar può far scattare l'avviso per conto suo, senza che una stima calcolata su una griglia a 130 km lo azzeri: sul registro di questi undici giorni la modifica avrebbe prodotto due avvisi di vento in Italia invece di zero. Viareggio però non la sistema. In quella fascia oraria lì non c'era alcun avviso attivo, di nessun tipo, e quello è un difetto diverso — di inseguimento, non di soglia.
La soglia dei chicchi grossi ha tenuto
Nell'articolo precedente avevo scritto che la soglia con cui distinguo la gragnola dalla grandine vera — 3,5 g/m³ di densità VIL — veniva dalla letteratura e non era mai stata confrontata con un chicco vero caduto in Italia. Adesso lo è.
L'avviso delle 12:00 portava densità 3,7: appena sopra. E a terra sono arrivati cinque centimetri. Il numero era dalla parte giusta della soglia, e la soglia ha fatto il suo lavoro. Un caso solo non è una taratura — con un campione da uno non si cambia niente e non si conferma niente — ma è il primo punto vero su un grafico che finora era vuoto.
Quello che il motore non poteva vedere
Alle 13:14 le cronache parlano di una tromba d'aria. Nowcast non l'ha vista e non poteva vederla: un vortice si riconosce dalla velocità Doppler del radar, che nei mosaici pubblici non c'è. Senza quel dato la rotazione non è debolmente visibile — è invisibile. Se un giorno leggerete che quest'app ha annunciato una tromba d'aria, non credeteci.
Resta fuori anche il pomeriggio: il nubifragio sul Valdarno verso le 16, con allagamenti a San Giovanni. Nowcast non avvisa per la pioggia, quindi quell'evento è fuori dal suo perimetro per definizione. Sono comunque andato a vedere se in quell'ora il motore avesse qualcosa di attivo da quelle parti, e la risposta merita di essere scritta: nel registro non c'è nessun avviso sul Valdarno, né quel pomeriggio né negli undici giorni precedenti. Alle 16:10 e alle 16:25 il motore stava avvisando l'aretino — ma la Valtiberina, Sansepolcro e Anghiari, cinquanta chilometri più a est e dall'altra parte dello spartiacque. Provincia giusta, valle sbagliata.
Che cosa cambia
Tre cose. La prima: i due avvisi del 9 settembre che avevo archiviato come «non è successo niente» erano archiviati male — nessuno era andato a controllare, e invece era successo eccome. Il registro adesso distingue silenzio da nulla, e per dire «nulla» il programma pretende che si citi una fonte.
La seconda: ogni giudizio deve dire da cosa lo so. Un articolo con la data, un bollettino, qualcuno che era sul posto. Le sette verifiche che avevo prima di oggi non lo dicevano, e quindi valevano molto meno di quanto pensassi.
La terza: la soglia del vento in Italia. È l'unica modifica che questo 9 settembre chiede davvero, ed è quella che farò per ultima, perché voglio i numeri prima.
Se ti interessa il funzionamento invece dei risultati — che cosa misurano davvero POH, VIL e densità VIL, perché «probabilità di grandine» non vuol dire quello che sembra e perché un radar senza Doppler non vede le trombe d'aria — l'ho scritto qui: Cosa vede davvero un radar quando grandina.